Awwwards

Heaven

1984.
Esce Heaven, l’hit di lancio degli Psychedelic Furs. Una band capace di contaminare, con graziosa abilità, post punk, new wave, dark rielaborandoli in un tessuto assolutamente originale. Richard e Tim Butler sono il fulcro di una band, nata nel 1977, in piena dirty punk wave. Ma The Psychedelic Furs non sono la solita shootin’star dimenticata in fretta dopo le prime due hits. A distanza di 40 anni, tra inevitabili separazioni e reunion, eccoli di nuovo in World Tour. C’è d’aggiungere che, per lavoro, alcuni anni fa, ho avuto modo di conoscere Tim Butler. E ho imparato che le band in apparenza inaccessibili, quelle da toccata e fuga, sono in realtà le più disponibili. Così, per qualche mese, Timothy ed io, abbiamo conversato di tutto un po’. Credo sia il migliore modo per conoscere chi fa musica e intuire ciò che sta dietro ad ogni cambiamento.
Scelgo Heaven per gli ettolitri d’acqua rovesciati su Richard e il loro evergreen style.
Best of luck!

He Had A Dream.

Ci sono storie che fanno incazzare. Che ti prendono dentro senza mezze misure e precipiti nel vuoto. Perché, davvero, non sai dove aggrapparti in queste parentesi di un popolo che cova odio e si nutre del nulla.

Lui si chiamava Emmanuel Chidi Namdi. Era nigeriano, scappava da un incubo con la sua compagna Chinyery. Fuggiva dal terrore, da una terra devastata dalle stragi di Boko Haram, dove i bambini vengono imbottiti di esplosivo come bombe insospettabili, dove l’occidente è il peccato e la civiltà è il male. E la vita non conta affatto e la morte vale moltissimo.
Così Emmanuel e Chinyery, così giovani e così stretti l’uno all’altra da una storia di amore e di paura, fuggono e, in questa altalena sul mondo, si ritrovano a Fermo. Dopo le giornate interminabili sull’acqua, le botte degli scafisti e l’aborto di Chinyery in Libia. Si fermano, sognano un lavoro, una casa, una famiglia. Hanno fame di normalità perché la guerra è proprio questo che ti toglie.
Ma c’è un’altra “normalità” che li aspetta. L’odio tanto per odiare, il razzismo mascherato da “Italy First,” il delirio idiota della superiorità ariana, la discriminazione tra una birra e l’altra. La passeggiata in città tanto per cacciare una preda qualunque purché diversa. E poi la violenza da stadio, le offese, i calci e i pugni. Perché è così che si fa in curva. La domenica, allo stadio dove la merda che sei diventa oro solo per i tuoi compagni ultrà.

Emmanuel è morto a 36 anni e aveva appena iniziato a sognare.


dream

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