Awwwards

He Had A Dream.

Ci sono storie che fanno incazzare. Che ti prendono dentro senza mezze misure e precipiti nel vuoto. Perché, davvero, non sai dove aggrapparti in queste parentesi di un popolo che cova odio e si nutre del nulla.

Lui si chiamava Emmanuel Chidi Namdi. Era nigeriano, scappava da un incubo con la sua compagna Chinyery. Fuggiva dal terrore, da una terra devastata dalle stragi di Boko Haram, dove i bambini vengono imbottiti di esplosivo come bombe insospettabili, dove l’occidente è il peccato e la civiltà è il male. E la vita non conta affatto e la morte vale moltissimo.
Così Emmanuel e Chinyery, così giovani e così stretti l’uno all’altra da una storia di amore e di paura, fuggono e, in questa altalena sul mondo, si ritrovano a Fermo. Dopo le giornate interminabili sull’acqua, le botte degli scafisti e l’aborto di Chinyery in Libia. Si fermano, sognano un lavoro, una casa, una famiglia. Hanno fame di normalità perché la guerra è proprio questo che ti toglie.
Ma c’è un’altra “normalità” che li aspetta. L’odio tanto per odiare, il razzismo mascherato da “Italy First,” il delirio idiota della superiorità ariana, la discriminazione tra una birra e l’altra. La passeggiata in città tanto per cacciare una preda qualunque purché diversa. E poi la violenza da stadio, le offese, i calci e i pugni. Perché è così che si fa in curva. La domenica, allo stadio dove la merda che sei diventa oro solo per i tuoi compagni ultrà.

Emmanuel è morto a 36 anni e aveva appena iniziato a sognare.


dream

One Response to He Had A Dream.
  1. oskar Rispondi

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